
Il tempo dell'attesa. Lia Pasqualino - Villa Zito,
Via della Libertà, 52
- Palermo
Mostra in corso dal 22 dicembre 2022 al 14 maggio 2023
Il tempo dell’attesa di Lia Pasqualino è una mostra che racconta in maniera estesa e profonda il rapporto con la fotografia come mezzo espressivo raccogliendo oltre un centinaio di foto in esposizione.
Comunicato stampa della mostra Il Tempo dell'attesa. Lia Pasqualino
Dall'oca solitaria immortalata a Palermo in una Piazza Magione deserta, irriconoscibile e
lontana anni luce dalla movida dei nostri giorni, ai ritratti di Jeanne Moreau, Francis Ford Coppola,
Letizia Battaglia... C�� la ricerca di tutta una vita dietro i suoi scatti, realizzati muovendosi quasi come
un gatto, silenziosa e senza fretta, come a coltivare L'arte di passare inosservati, di far dimenticare della
propria presenza; per cogliere in quelL'attimo unico, nel soggetto inquadrato dall'obiettivo, la
spontaneità di chi si crede non visto. �E per far questo è dice la fotografa palermitana Lia Pasqualino �
il tempo dell'attesa è necessario�.
S�intitola �Il tempo dell'attesa� ed è il racconto di quasi quarant�anni di vita e di passione, dalle prime
fotografie del 1986 nei vicoli del centro storico di Palermo alle ultime scattate nel backstage del film
�La Stranezza� e della miniserie televisiva �Solo per passione è Letizia Battaglia fotografa�.
La grande mostra antologica di Lia Pasqualino arriva a Palermo, a Villa Zito, e sar� aperta al pubblico
da venerd� 23 dicembre fino al 14 maggio 2023. l'esposizione a cura di Giovanna Calvenzi, �
organizzata da Open Air Art con il sostegno della Fondazione Sicilia in collaborazione con Sicily Art
and Culture e con la Fondazione Le Vie dei Tesori. Rispetto all'esposizione al Museo di Capodimonte
dello scorso anno, la mostra a Villa Zito è del tutto riallestita - si arricchisce delle due nuove sezioni
dedicate a Letizia Battaglia e a �La Stranezza� , culminanti nel video di 34 minuti che racconta il dietro
le quinte dei film.
Considerata una delle più interessanti esponenti della fotografia contemporanea italiana, Lia Pasqualino
espone a Palermo oltre centosessanta fotografie, lungo un percorso che si snoda per quindici sale. Foto
quasi tutte in bianco e nero, in tutto ventuno, scattate durante le riprese del film �La Stranezza�.
�Ho sempre utilizzato esclusivamente il bianco e nero è dice Lia Pasqualino �, ma in questo caso, la
particolare luce delle scene del film, L'atmosfera rarefatta, onirica, mi hanno fatto trovare congeniale
L'uso del colore�.
Fotografa di scena di Roberto And�, Lia Pasqualino è nata in una famiglia di artisti e intellettuali. La
nonna era la grande pittrice Lia Pasqualino Noto, sodale di Guttuso e del gruppo dei Quattro. Il padre
Antonio, medico e antropologo, ha fondato a Palermo, con la moglie Janne Vibaek, il Museo
Internazionale delle Marionette. Dopo il diploma all'Istituto di Patologia del libro di Roma, e la
professione di restauratrice della carta, Lia Pasqualino incontra Letizia Battaglia e Franco Zecchin e dal
1986, anno in cui segue a Palermo un loro corso, si dedica esclusivamente alla fotografia.
�Quella con Letizia Battaglia è dice Lia Pasqualino è � stata una relazione artistica e umana importante.
Un incontro determinante che ha fatto prendere alla mia vita un nuovo corso. A lei ho voluto dedicare
due delle tre nuove sale allestite nelL'ambito della mostra antologica a Villa Zito�.
Felice dell'appuntamento nel capoluogo siciliano, la curatrice della mostra Giovanna Calvenzi: �Si tratta
di una tappa importante nella carriera di Lia Pasqualino. A Palermo, grazie alla didattica appassionata
di Letizia Battaglia e di Franco Zecchin, Lia aveva lavorato sulla città e sugli incontri, all'ospedale
psichiatrico, nelle strade e nei vicoli. La sua è una fotografia dai bianchi e neri intensi, fatta di attese e
di rivelazioni, di momenti aspettati o colti al volo, che conferma la sua iniziale adesione alla lezione
della fotografia umanista e dell'impegno. Nel tempo, progressivamente, la sua attenzione si sposta verso
il ritratto, verso le persone, anzi la �persona� che, come vuole l'enciclopedia Treccani, al tempo degli
Etruschi significava anche �maschera teatrale�. E il dialogo che Lia Pasqualino riesce a intrecciare tra il
ritratto, le �maschere teatrali�, L'attesa, la messa in posa, il momento rubato un attimo prima di una
raggiunta consapevolezza, diventa la complessa chiave interpretativa della sua fotografia. Come lei stessa
dichiara �Fotografo artisti, scrittori, registi, fotografi, fotografe, attori, attrici perch� è il mondo in cui
vivo, sono gli amici con cui condivido viaggi, film, cene, o altre occasioni di vita. A posteriori posso dire
che ho sempre cercato di fotografare persone che non si lasciano afferrare del tutto, e che cercano di
proteggere una parte di s�.
In occasione dell'allestimento a Villa Zito, all'omonimo volume della mostra antologica �Il tempo
dell'attesa�, edito da Postcart, con testi di Roberto And�, Letizia Battaglia, Giovanna Calvenzi, Salvatore
Silvano Nigro, Dacia Maraini, Lia Pasqualino, Ferdinando Scianna, si aggiunge la pubblicazione
intitolata �Quello che veramente ami, rimane�.
�Forse tutto il mio lavoro è dice Lia Pasqualino è si potrebbe intitolare �Il tempo dell'attesa�. Il tempo
del silenzio e dell'attesa, il senso che il tempo e il silenzio conferiscono ai nostri gesti, ai nostri desideri,
ai nostri dolori. Credo di aver girato sempre intorno a questo tema, puntando alla qualità speciale di
un tempo che ci sottrae al tempo�.
Informazioni utili per la visita
Orari: dal 1 marzo al 31 ottobre da lunedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30.
Dal 1 novembre al 28 febbraio: lunedì e mercoledì dalle 8.30 alle 13.30; da giovedì a domenica dalle 14.30 alle 19.30.
La biglietteria chiude un’ora prima. Chiuso martedì.
Biglietti: intero € 5, ridotto € 3 per gruppi e maggiori di 65 anni.
Gratuito per minori di 18 anni, disabili, giornalisti accreditati, guide turistiche.
Telefono:
+39.091.7657621
Sito web: Villa Zito |